I ragazzi del CFP di Novara, negli scorsi giorni, hanno celebrato la festa
dell’Immacolata. La giornata è iniziata, come sempre, nelle aule; alle 10.00 gli
studenti, accompagnati dai loro formatori, si sono recati in Santuario. Don
Fabiano, Direttore dell’Opera Salesiana, ha presieduto la messa insieme a
don Vincenzo. L’omelia è stata l’occasione per ricordare due eventi
fondamentali e speciali della tradizione salesiana.
Il primo risale a più di 180 anni fa, più precisamente all’8 dicembre 1841,
quando il giovane sacerdote Giovanni Bosco incontrò per la prima volta
Bartolomeo Garelli. Don Bosco si stava preparando a celebrare la messa
dell’Immacolata. Con lui c’era il sacrestano, che notò un ragazzo fermo in un
angolo della chiesa. Lo invitò a servire messa, ma il giovane, timoroso,
rispose di non esserne capace. Credendo che fosse lì per rubare, il
sacrestano, Comotti, afferrò un bastone e iniziò a inseguirlo, colpendolo sulla
testa e sulle spalle. Fu allora che don Bosco intervenne: fermò il sacrestano,
dichiarò che quel ragazzo era suo amico e recuperò Bartolomeo, ormai
spaventato e in lacrime. Gli rivolse alcune domande: se fosse orfano, se
avesse un mestiere, se sapesse leggere, scrivere o cantare. A tutte le
domande il ragazzo rispose “no”, fino a quando don Bosco non gli chiese,
quasi sorridendo, se sapesse fischiare. Questa volta la risposta fu “sì”. Quel
semplice “Sì” aprì una breccia nel cuore di Bartolomeo. La conversazione
proseguì, e il ragazzo si impegnò a frequentare il catechismo e a partecipare
alla messa. Insieme recitarono un’Ave Maria e da quell’incontro, umile e
straordinario, nacque ciò che in seguito sarebbe diventato l’Oratorio.
Il secondo evento ricordato da don Fabiano riguarda invece l’8 dicembre
1893, data in cui venne fondata la Casa Salesiana di Novara. Da quel
momento iniziò l’opera salesiana nella città, che in quegli anni viveva una
forte espansione industriale e vedeva per le strade un numero crescente di
ragazzi soli e orfani. I primi salesiani inaugurarono i laboratori di
falegnameria, tessitura e calzolaio, inizialmente gli studenti erano poco meno
di 50, ma si passò ben presto ad averne più di 250.
