La genesi.
Il CNOS-FAP di Novara è piccolino, non più tanto piccolino per numero di corsi e allievi, ma certo piccolino per età. E si sà… quando sei piccolo c’è sempre un briciolo di incoscienza. “Allora cucciolo: sali con me su lla giostra?” E tu, piccolino e incosciente, rispondi “si certo!”, e via sull’ottovolante! E così un po’ è accaduto per la partecipazione ad EXPORICE 2026, la kermesse novarese che celebra il riso e il gorgozola oltre che ai prodotti di eccellenza del territorio: dolci, vini, salumi e tutto quanto di meglio offre il distretto del cibo.
Il Si!
E così c’eravamo anche noi. Maria Rosa Fagnoni di ATL Terre dell’Alto Piemonte, un bel giorno, manda una mail dal tono famigliare che suonava tanto come “noi ci fidiamo, vi conosciamo, voi ci state?”. “Em… volentieri, ma per far cosa?”. “Una cosa semplice: inventate due risotti, li distribuite agli avventori, ma tranquilli, non più di cento a volta e nei pomeriggi di sabato 23 e domenica 24 maggio aiutate tre foodblogger a preparare il loro risotto.” Che detto così è facile. “Anzi, siccome voi siete bravi diventate anche i protagonisti di uno showcoking dove raccontate i vostri risotti!”. Attimo di panico cui segue: “Ok ci stiamo!”.
Come nasce un risotto.
Da lì, studio, lavoro, test, prove, carrelli che girovagavano per gli spazi del centro con una piastra ad induzione sopra perchè tutto sarebbe avvenuto fuori dal CFP, presso il meraviglioso “salone della Borsa”, cuore pulsante della Novara che produce. Ed ecco un bouchet di ricette. Restava solo da scegliere le due ricette da presentare ed allora sotto con la giuria e qui il livello si è alza perchè a comporla è lo staff del Consorzio per la tutela del formaggio gorgonzola. Due dati? 15 province dove si produce il gorgonzola, poco meno di 5.500.000 forme di gorgonzola esporte in 91 paesi.
Alla fine ecco la scelta: un risotto a base di gorgonzola dolce, zafferano, miele e salame della duia e un risotto gourmet con gorgonzola dolce, sedano e ‘nduia. Tradizione e innovazione.

Sabato 23, primo round!
E così arriviamo a sabato 23. Ragazzi del primo, del secondo, del terzo e del quarto anno capitanati dalla referente del settore Luisa Lucon e dal collega Tommaso filisetti hanno “marciato su Novara” con tavoli di acciaio, pentoloni e piastre ad induzione.
Divise perfette arricchite dal grembiule fonito dal Consorzio Gorgonzola DOP. E via! Come veri professionisti: tutti in linea a preparare le basi per la lavorazione del risotto.
Acqua che bolle, gorgonzola che si scioglie, zafferano e colora di giallo la crema al gorgonzola, cubetti di salame della duia che riempiono ciotole e bottiglie di erbaluce che promettono il rispetto dell’antico adagio “il riso nasce nell’acqua e muore nel vino”.
Tempo di un’intervista sulla radio locale da cui sono zampillate perle si saggezza: “talent o lavoro?”, “lavoro tutta la vita!”, “correzioni o va tutto bene?”, “correzioni tutta la vita!”, “meglio un prodotto certificato o uno a buon mercato per guadagnare di più?”, “ma che scherza? il cibo e la ristorazione sono cose serie, nulla a buon mercato per far soldi, tutto di qualità per regalare un’emozione!”. Risposte come uscite da un testo di saggistica! E poi via con il servizio.
Alessandro, che per una volta non ha detto una parola nonostante un archetto davanti alla bocca, tanto era assorto nella preparazione del suo riso lascia il campo ad Andrea e con la consueta disinvoltura, racconta, cucina, scherza.
Si divertono i ragazzi ma lavorano, eccome se lavorano. 17 minuti non uno in più e via la matecatura e le guarnizioni. Poi: sotto con i piatti. Come una brigata di professionisti, tre pentolate pronte ogni 5 minuti. Tempo di finirne una e via con l’altra per garantire una cottura sempre perfetta e, in men che non si dica, le pentole sono vuote.
“Vi è piaciuto?” “Ce ne sarebbe ancora?” “No signora, dovevamo distribuire un centinaio di porzioni ma, si sa, noi siamo dei salesiani, e alla fine ne sono uscite quasti duecento, c’è rimasto giusto il fondo”. “É il più buono! Va bene anche quello”. E fu così che anche il fondo se ne andò.
In aiuto dei grandi!
Giusto il tempo per un gelato premio e poi di corsa al CFP pronti a lavare pentolame e strumenti e il pomeriggio via con gli show. Ajar e Yassine, lucidi come appena svegli, a fianco di Giovanni Ruggieri e Sara Foschini per assisterli nella preparazione dei loro risotti.
Ora chi non pratica la cucina si chiederà “Chi sono Giovanni Ruggieri e Sara Foschini?”.
Giovanni Ruggeri è uno chef italo-palestinese nato a Betlemme e cresciuto a Sillavengo, Novara. Formatosi in ambienti stellati come Piazza Duomo (Alba) e lo Scrigno del Duomo (Trento) con maestri come Enrico Crippa e Alfredo Chiocchetti, ha sviluppato una cucina autentica, stagionale e accessibile. Insomma uno che ci sa fare e pure molto bene e a dirla tutta anche con molto cuore.
Nel 2021 ha aperto a Novara “L’Orto in Cucina & Agriturismo Cavenago – Novara e Ghemme (I)”, un ristorante sociale gestito in collaborazione con la cooperativa Gerico, dove applica tecniche gourmet a piatti semplici, utilizzando prodotti bio e a km 0, con particolare attenzione all’inclusione sociale.
Sara Foschini è la cuoca responsabile della cucina di redazione de La Cucina Italiana, dove dirige le preparazioni, i test delle ricette e gli showcooking. Attiva nella promozione culinaria, è nota per le sue collaborazioni televisive ed eventi dal vivo: una prefessionista straordinaria.
Anche qui, giusto il tempo di godersi le foto con due grandi maestri, e via a lavare e riordinare.








Domenica 24, secondo round!
Che cosa avranno fatti i ragazzi del CNOS-FAP di Novara sabato sera? Qualcuno sarà uscito, altri saranno tornati a casa stanchini ma felici, alcuni avranno dormito sonni un po’ agitati perchè la sveglia l’indomani sarebbe stata, al consueto, piuttosto presto. Ore 9.00 tutti al CFP pronti per riconquistare Novara. Il team dei formatori si arricchisce, se non in presenza in idee perchè è giorno del risotto del formatore Akaradet Salmistraro che se non lo chiami Gil non si gira. Ma adare man forte in presenza c’è la formatrice Scaglione che, se devi attraversare Novara e non hai tempo, lei ha il teletrasporto. E via! Per una nuova giornata di lavoro. La giornata è impegnativa c’è del risotto da fare ma questa volta la provocazione è grande: sperimentare un gemellaggio nord-sud, da Novara alla Calabria profonda con un risotto gourmet con la ‘nduia. Arriva Rai 3, arrivano i giornali, la tensione sale ma ormai si balla. Escono i primi piatti e con loro i primi sguardi compiaciuti, i complimenti e l’immancabile pentola vuota con l’ultimo avventore che si contenterebbe anche del fondo ma questa volta neppure il fondo è rimasto.
In cucina con il Maestro.
La nave va e la rotta è la stessa: si torna al Centro, si lava, si sistema perchè il pomeriggio c’è Luca Pappagallo. Ora scrivere qui chi è Luca Pappagallo sarebbe inopportuno, diciamo: 5 libri, trasmissioni televisive, un seguito importante. Insomma una specie di “mostro sacro” della cucina e della divulgazione dell’arte del cucinare.
Andrea e Momo in prima fila hanno visto nascere un piatto gourmet con riso, gorgonzola dolce, piccante, timo e limone oltre a qualche ingrediente segreto che Luca ha raccontato con simpatia nella preparazione del piatto. Il tempo di una chiacchierata mentre si tosta il riso e via con l’impiattamento.



Emozioni.
Erano le 9 del mattino di sabato, sono le 19 di sera della domenica. Sono passate una montagna di ore dopo ormai 9 mesi scuola. Il Centro, Piccolino, ha vissuto un’esperienza importante, è stato guardato, osservato, apprezzato e soprattutto prenotato per altri eventi. I ragazzi sono loro, sono i ragazzi di Don Bosco, quelli che all’inizio devi capirli ma che poi diventano delle meraviglie e consentono ai loro educatori e formatori, Luisa, Tommaso, Greta, Serena, Chiara, il Dire (che sta per direttore o per uno che parla sempre?) e a tutti gli altri formatori di stare lì, sedersi e guardarli mentre dipingono la loro vita e i loro sogni e il quadro è sempre bellissimo.
